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Il costo orario è quanto ti costa tenere aperto il salone per un'ora di lavoro vendibile. È il numero che separa un servizio che ti fa guadagnare da uno che ti fa solo girare i soldi. Quasi nessuno lo calcola, e chi lo fa spesso lo sbaglia per un motivo preciso: divide per le ore sbagliate.
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La formula
Sembra semplice, e lo è. I due errori stanno tutti nel capire cosa mettere sopra e cosa mettere sotto la riga.
Sopra la riga: tutti i costi, non solo quelli che ricordi
Nei costi del mese vanno tutte le uscite che servono a tenere aperto il salone:
- Personale: stipendi, contributi, accantonamento del TFR. Se lavori anche tu in poltrona, mettici anche un compenso per te: se non lo fai, il salone sembra guadagnare di più solo perché tu lavori gratis.
- Locale: affitto o rata, condominio, utenze, pulizie, manutenzioni.
- Prodotti tecnici: colore, ossidanti, trattamenti, consumabili.
- Tutto il resto: commercialista, gestionale, assicurazioni, marketing, formazione, leasing delle attrezzature.
I costi che arrivano una volta l'anno (l'assicurazione, la tassa sui rifiuti) vanno spalmati: dividili per dodici e mettine un pezzo in ogni mese. Altrimenti hai un mese che sembra un disastro e undici che sembrano ottimi.
Sotto la riga: le ore vendibili, non le ore di apertura
Qui si sbaglia quasi sempre. Le ore da usare non sono quelle in cui la porta è aperta, ma le ore di poltrona che puoi effettivamente vendere:
- parti dalle ore contrattuali di chi lavora sulle clienti (anche le tue, se lavori in poltrona);
- togli ferie, permessi, malattie, formazione;
- togli le ore che non sono vendibili: riunioni, inventario, pulizie, pause.
Chi lavora solo alla reception o in amministrazione entra nei costi, ma non nelle ore: il suo stipendio pesa su ogni ora di poltrona venduta dagli altri.
Un esempio con numeri inventati
Un salone con costi totali di 12.000 € al mese e 3 persone in poltrona. Le ore di apertura sono tante, ma tolte ferie, pause e ore non vendibili restano 400 ore di poltrona davvero disponibili. Il costo orario è 12.000 ÷ 400 = 30 € l'ora. Se avesse diviso per le ore di apertura moltiplicate per tre persone, sarebbe venuto un numero più basso, e ogni servizio sarebbe sembrato più redditizio di quanto è.
Come si usa: il confronto con il listino
Il costo orario serve a una cosa sola: capire se un servizio, nel tempo che occupa la poltrona, porta a casa più di quello che costa. Per farlo:
- prendi il prezzo del servizio e togli l'IVA (dividi per 1,22): l'IVA non è tua, la giri allo Stato;
- togli il costo del prodotto che usi per farlo;
- confronta quello che resta con il costo orario moltiplicato per il tempo reale del servizio, posa compresa.
Se un colore occupa la poltrona per un'ora e mezza, deve coprire un'ora e mezza di costo orario. Molti servizi “veloci” a prezzo basso, a conti fatti, sono sotto il costo: si riempie l'agenda e non si guadagna.
Ogni quanto ricalcolarlo
Ogni mese, se puoi. Cambia quando cambiano i costi (un aumento dell'affitto, una persona in più) e quando cambiano le ore (ferie d'agosto, un part-time). Guardarlo su più mesi ti dice anche una cosa importante: se il costo orario sale mentre il listino resta fermo, il margine si sta mangiando da solo.
Domande frequenti
Devo mettere anche il mio stipendio nel costo orario?
Sì, se lavori in salone. Mettici il compenso che daresti a una persona assunta per fare il tuo lavoro. Se lo lasci fuori, il costo orario esce più basso del vero e i servizi sembrano più redditizi di quanto sono: il salone sta in piedi solo perché tu lavori senza paga.
Le ore della receptionist vanno contate?
No. Il suo stipendio va nei costi, ma le sue ore non sono ore di poltrona vendibili. Il suo costo si distribuisce sulle ore vendute da chi lavora sulle clienti.
Il prezzo del listino va confrontato con l'IVA o senza?
Senza. Il prezzo che la cliente paga contiene l'IVA, che non resta a te. Per confrontarlo con il costo orario dividi il prezzo per 1,22 e togli anche il costo del prodotto usato.
Ogni quanto devo ricalcolarlo?
Ogni mese è l'ideale, perché costi e ore cambiano. Almeno ogni volta che cambia qualcosa di importante: un aumento dell'affitto, una persona in più o in meno, un cambio di orari.
Il costo orario alto è sempre un problema?
No. Un salone con un listino alto e servizi di valore può permettersi un costo orario alto. Il problema è quando il costo orario è più alto di quello che i servizi portano a casa nel tempo che occupano.
Questi conti te li fa il portale
“i numeri del mio salone” legge il riepilogo che esporti dal gestionale e ti restituisce il mese già calcolato e spiegato, con le cose da fare. Senza trascrivere niente.
