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Ogni salone ha una cifra sotto la quale, a fine mese, ci rimette. Si chiama punto di pareggio: è l'incasso che copre esattamente tutti i costi. Sopra quella cifra guadagni, sotto perdi. Conoscerla cambia il modo in cui guardi il calendario: smetti di chiederti “com'è andato il mese” e inizi a chiederti “quanto mi manca”.
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Prima cosa: dividere i costi in due
- Costi fissi: li paghi anche se per un mese non entra nessuno. Affitto, stipendi, contributi, utenze di base, commercialista, gestionale, assicurazioni, rate.
- Costi variabili: crescono quando lavori di più. Soprattutto il prodotto tecnico usato sui servizi e il costo d'acquisto dei prodotti che rivendi. Anche eventuali provvigioni legate all'incasso.
Il punto è che i costi variabili si mangiano una percentuale di ogni euro che incassi. Quello che resta, dopo i variabili, è il margine che va a coprire i fissi.
La formula
Il pezzo tra parentesi è la parte di ogni euro incassato che ti resta dopo aver pagato i costi variabili. Tutti i numeri vanno presi senza IVA.
Un esempio con numeri inventati
Un salone ha costi fissi per 10.000 € al mese. Nell'ultimo mese ha fatturato 15.000 € senza IVA e speso 2.250 € tra colore, prodotti tecnici e merce da rivendere: i variabili sono il 15% del fatturato.
- Di ogni euro incassato restano 0,85 € dopo i variabili.
- Punto di pareggio = 10.000 ÷ 0,85 = circa 11.765 € al mese, senza IVA.
Sotto questa cifra il mese chiude in perdita, sopra inizia il guadagno.
Il trucco utile: trasformarlo in giorni
Dividi il punto di pareggio per i giorni di apertura del mese e ottieni quanto devi incassare in media ogni giorno per non perdere. Nell'esempio, con 22 giorni di apertura, sono circa 535 € al giorno senza IVA.
Ancora più utile: guarda in che giorno del mese l'incasso cumulato supera il punto di pareggio. Se succede il 18, vuol dire che lavori diciotto giorni per pagare le spese e gli ultimi per te. Se succede il 28, il salone è fragile: basta un mese di influenza per finire sotto.
Cosa fa scendere il punto di pareggio
- Ridurre i costi fissi: è la leva più diretta, ma spesso la più difficile (l'affitto non si tocca da un giorno all'altro).
- Abbassare l'incidenza dei variabili: dosaggi del colore controllati, meno sprechi, acquisti fatti meglio.
- Alzare il prezzo medio: se ogni passaggio vale di più, a parità di costi variabili il margine cresce. Vedi la guida su come alzare i prezzi del listino.
Cosa non fare
Non usare il punto di pareggio di un mese solo. Agosto e dicembre hanno incassi e costi diversi dagli altri: calcolalo mese per mese, oppure su tutto l'anno e poi dividi per dodici, per avere un riferimento stabile.
Domande frequenti
Gli stipendi sono costi fissi o variabili?
Fissi, se sono a tempo e non dipendono da quanto incassi. Diventa variabile solo la parte legata all'incasso, come una provvigione o un premio calcolato sul fatturato.
Devo usare i numeri con l'IVA o senza?
Senza. L'IVA che incassi non è tua: la versi allo Stato. Se usi il fatturato con l'IVA, il punto di pareggio sembra raggiunto prima di quanto succeda davvero.
Il mio stipendio da titolare va nei costi fissi?
Sì, se lavori in salone. Mettici il compenso minimo che ti serve per vivere. Altrimenti il pareggio ti dice solo quando il salone smette di perdere, non quando inizia a pagarti.
Ogni quanto va ricalcolato?
Ogni volta che cambia un costo fisso importante, e comunque almeno una volta l'anno. Se lo tieni aggiornato ogni mese, ti accorgi subito quando i costi stanno crescendo più dell'incasso.
Questi conti te li fa il portale
“i numeri del mio salone” legge il riepilogo che esporti dal gestionale e ti restituisce il mese già calcolato e spiegato, con le cose da fare. Senza trascrivere niente.
